Aste immobiliari: i numeri della crisi del 2020

Vediamo insieme dei dati più significativi sull'andamento delle aste immobiliari nel 2020.
Il 2020 è stato un anno particolarmente difficile per le aste immobiliari, come d'altronde per tutto il resto. Le sospensioni dei pignoramenti sulla prima casa e la ridotta operatività dei Tribunali dovute al Covid-19 hanno portato a una riduzione sostanziale del numero di aste, come pure a un consistente aumento delle svalutazioni e a un importante calo dell'offerta minima complessiva rispetto al 2019.
Un problema per i creditori, ma anche per tutte quelle persone che hanno la casa all'asta o ci sta per finire.

 

Aste immobiliari 2020: i dati più significativi

Partiamo da una panoramica generale delle conseguenze che il Coronavirus ha prodotto sulle aste immobiliari. Nel 2020, le aste immobiliari nel nostro paese sono state poco meno di 120.000, quasi la metà rispetto al 2019. Questo va ricondotto allo stop dell'attività giudiziaria e alle sospensioni dei pignoramenti sulla prima casa previste dai vari Decreti ministeriali.

Sospensione delle aste immobiliari: il problema non è solo dei creditori
Chi ha sofferto di più di questo blocco sono i creditori che contavano sull'asta per rientrare totalmente o in parte della somma spettante. Le cifre sono notevoli, ma il problema è che anche i tempi di attesa sono molto lunghi. L'aspetto più grave è che questo ritardo delle aste che ha portato ad un'ulteriore svalutazione degli immobili e una riduzione dell'offerta minima di oltre il 50% rispetto al 2019. Ciò significa che la casa viene svenduta e il ricavato basterà a malapena o neppure a saldare i debiti.

In breve già il fatto che la casa venga venduta all'asta non è detto che venga venduta al valore stimato dal perito.
Quando una casa finisce all'asta non è affatto detto che questa venga venduta al valore stimato dal perito. Innanzitutto, devi considerare che l'offerta minima, cioè l'importo minimo che un partecipante può offrire, è solitamente già di per sé inferiore del 25% rispetto al prezzo base (quello fissato in base alla perizia di stima).
Il vero problema sono le aste deserte, quelle a cui nessuno partecipa. Quando un'asta va deserta, il Tribunale deve organizzarne un'altra e, per aumentare le probabilità di riuscire a vendere l'immobile, ogni volta può decidere di ridurre il prezzo base fino al 25%. Considerando che spesso occorre organizzare due o tre aste prima di realizzare la vendita, ti basterà fare un paio di rapidi calcoli per capire che la tua casa potrebbe essere svenduta anche per la metà del suo valore!
A questo punto, le conseguenze non sono difficili da immaginare: per te il rischio è quello di non riuscire a saldare tutti i tuoi debiti con il ricavato dell'asta e di rimanere ancora indebitato pur avendo perso la casa!

Ancora più importante diventa il contributo di Artemide che ti permette di azzerare il debito e ripartire con una nuova vita. Il nostro modo di operare è quello di intervenire prima che la tua casa venga venduta all'asta e in questo modo riusciamo a non farti perdere tutto e rimanere comunque un cattivo pagatore per il resto della tua vita.

La rinuncia agli atti da parte dei creditori è la soluzione, perché lo scopo di questa procedura è l'azzeramento del debito. 
I Creditori dovranno accontentarsi di ricevere una cifra inferiore a quella iniziale, ma il fatto che le aste siano molto rischiose anche per loro potrebbero accettare per portare a casa un importo sicuro! In cambio, firmeranno una rinuncia agli atti, con la quale rinunceranno ad avanzare qualsiasi ulteriore pretesa.
Si tratta di un documento importantissimo, che cancellerà il debito in modo definitivo

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